Tassazione SRL 2026: come funziona il calcolo di IRES, IRAP e dividendi
Quante imposte paga davvero una SRL? È una delle domande che sento più spesso, e la risposta onesta è: dipende da più fattori insieme, non da un'unica aliquota. Vediamo come funziona il meccanismo nel 2026, con numeri concreti.
Le due imposte principali: IRES e IRAP
Una SRL paga imposte su due livelli diversi, con logiche differenti tra loro.
IRES (Imposta sul Reddito delle Società): si applica con aliquota fissa del 24% sull'utile fiscale della società — non sull'utile di bilancio "grezzo", ma su quello rettificato secondo le regole del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). È un'aliquota proporzionale: resta identica indipendentemente da quanto guadagna l'azienda.
IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive): si calcola non sull'utile, ma sul valore della produzione netta — un parametro diverso, che in alcuni casi si paga anche se l'esercizio chiude in perdita. L'aliquota base è del 3,9%, ma le Regioni possono applicare maggiorazioni, quindi cambia leggermente a seconda di dove ha sede l'attività.
La deducibilità parziale dell'IRAP: un dettaglio che pochi conoscono
Molti pensano che IRES e IRAP siano due imposte completamente separate, ma c'è un collegamento che vale la pena conoscere: il 10% dell'IRAP versata è deducibile dal reddito imponibile IRES. Non è una percentuale enorme, ma su una base imponibile importante fa comunque la differenza nel calcolo finale.
Esempio pratico: se una SRL versa 3.900€ di IRAP, può dedurre 390€ dal proprio reddito imponibile IRES — un risparmio di circa 94€ di IRES (390 × 24%). Una cifra piccola su un singolo anno, ma è uno dei tanti dettagli che, sommati e applicati con costanza, riducono davvero il carico fiscale nel tempo.
La tassazione dei dividendi: la "doppia imposizione"
Qui arriva il punto che sorprende più imprenditori. L'utile di una SRL viene tassato due volte, se decidi di distribuirlo:
- Prima la società paga l'IRES al 24% sull'utile prodotto
- Poi, se quell'utile viene distribuito come dividendo al socio persona fisica, subisce un'ulteriore ritenuta del 26% a titolo definitivo — il socio non deve più dichiararla in seguito, la trattenuta chiude tutto
Il risultato è che, su un utile interamente distribuito, il prelievo complessivo si avvicina al 46-47%, IRAP inclusa. Su un utile lordo di 100.000 euro, il socio si ritrova nette in tasca circa 53.000 euro.
Quanto paga concretamente una SRL: un esempio
| Voce | Importo |
|---|---|
| Utile ante imposte | 100.000 € |
| IRES (24%) | -24.000 € |
| IRAP (circa 3,9%, indicativo) | -3.900 € |
| Utile netto societario | 72.100 € |
| Ritenuta 26% sul dividendo distribuito | -18.746 € |
| Netto percepito dal socio | ~53.354 € |
Questo esempio è semplificato e non tiene conto di deduzioni, agevolazioni specifiche o della situazione contributiva dell'amministratore — serve solo a dare l'ordine di grandezza reale del carico fiscale.
Perché non distribuire tutto l'utile è quasi sempre la scelta più intelligente
La doppia imposizione si attiva solo quando l'utile esce dalla società e diventa dividendo personale. Finché l'utile resta accantonato in azienda — per reinvestimenti, liquidità, crescita — paghi solo IRES e IRAP, non la ritenuta del 26%. Questo è uno dei motivi per cui una pianificazione fiscale attenta fa una differenza concreta sul risultato netto nel tempo, molto più della singola aliquota.
Cosa incide davvero sul carico fiscale complessivo
- Come viene remunerato l'amministratore (compenso vs dividendo, con impatti diversi su IRES e contributi INPS)
- La regione in cui ha sede l'attività, per via delle maggiorazioni regionali IRAP
- Gli investimenti in beni strumentali, che possono generare deduzioni
- La politica di distribuzione degli utili, decisiva per rimandare o evitare la doppia imposizione
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